





| Cenni Storici |
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La festa di fine agosto si svolge sostanzialmente con le stesse modalità , almeno da un secolo a questa parte, da quando cioè si hanno resoconti delle giornate: solenni celebrazioni religiose e intrattenimenti sportivi, per lo più, nel pomeriggio della domenica, musica bandistica, fuochi d'artificio, luminarie, e banco di beneficenza. Immancabile dal 1903. Infatti venne allestito in quell'anno il primo grandioso banco di beneficenza con doni magnifici del Santo Padre, di Sua Maestà la Regina, di Principi, di Senatori e Deputati. Si festeggiava l'apertura del Ricreatorio Maschile, per dirla con Augusto Caccini, puntuale memorialista nel riferire gli avvenimenti della città . Di quella festa, che non era san Vito, ma che diventò modello ispiratore per il Comitato organizzatore della festa patronale, la riuscita fu splendida perché con il Banco di Beneficenza si organizzarono divertimenti di ogni genere, dallo sport al teatro, dal cinema all'aerostato. Già nel 1907, L'Azione, settimanale di Novara, della festa di san Vito scriveva che si svolsero speciali festeggiamenti promossi dall'Unione Sportiva. Ci fu un ben riuscito concorso ciclistico,al quale convennero da Milano, da Vercelli, da Varallo, da Locarno e da altre località numerose squadre; vi furono gare di corsa podistica, di nuoto e di canottaggio, un insieme di festeggiamenti civili che attrassero molta gente dei dintorni. Belli i fuochi artificiali di domenica [.]. In chiesa si fecero le funzioni d'uso con particolare solennità [.]. I discorsi d'occasione furono fatti dal teologo don Lino Cassani con eloquenza rude ma forte [.]. Ottima musica sacra ci fece gustare la Schola Cantorum di Omegna. L'anno successivo, L'Amico, settimanale di Gozzano, titolava l'articolo: Tutti a Omegna! Il maestro della banda musicale cittadina presentava ben quattro sue nuove composizioni per celebrare la festa patronale. La cronaca della festa potrebbe ripetersi anche per altri anni: cambiano gli enti organizzatori, definitivamente poi stabilitosi nel Comitato, ma i festeggiamenti non mutano. E quando per avvenimenti calamitosi la festa non si può celebrare con la consueta grandiosità , le cronache dei giornali rappresentano il rincrescimento della gente, quando non si arriva alla polemica per la mancata organizzazione, ravvisando colpevoli mancanze. di qualcuno. Insomma la festa di San Vito si deve fare con lo splendore che la tradizione ha attribuito alla ricorrenza.
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